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SANTO SPIRITO IN SAXIA

L’ospedale di Santo Spirito in Sassia insiste sull’area delle pendici nord est del monte Gianicolo, laddove erano situati gli Horti Agrippinae, cioè i possedimenti suburbani privati della famiglia imperiale giulio-claudia. Gli Horti Agrippinae erano stati sistemati da Caligola tra il 37 e il 41 d.C. e, secondo le fonti, contenevano una porticus, separata mediante una terrazza dalla riva del Tevere; subito fuori, si estendeva una piana presso il fiume. Nerone acquistò la proprietà, cambiandole il nome in Horti Neronis: qui avvenne il martirio dei primi cristiani a Roma. Le vicende dell’ospedale comprendono, nei secoli, alcuni incendi, assedi e abbandoni, seguendo spesso le sorti della sede papale4. È su iniziativa di papa Innocenzo III che, negli ultimi anni del XII secolo, su un terreno ancora di proprietà di Giovanni Senza Terra, situato presso la chiesa di S. Maria in Saxia, si costruisce, sui resti della Schola Saxonum, un ospedale per pellegrini, infermi ed esposti ad opera di Marchionne d’Arezzo. Nei primi anni del secolo successivo, il papa chiama a sovrintendere l’ospedale Guido di Montpellier, che cambia il nome di Santa Maria in Sassia in Santo Spirito in Sassia, attribuendo al complesso il simbolo del suo ordine, la croce di Santo Spirito.

2018-05-13T09:33:57+00:00