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CHIESA DEI SS FILIPPO E GIACOMO IN ANAGNI (FR)

NUOVO COMPLESSO PARROCCHIALE, IN LOCALITÀ SAN FILIPPO, NELLA DIOCESI DI ANAGNI – ALATRI,

La parrocchia dei SS Filippo e Giacomo Apostoli si trova nel collinoso territorio a nord-ovest della città di Anagni, sede della Diocesi di Anagni – Alatri. Questa area ha goduto di un grande sviluppo antropico a partire dagli anni settanta, mediante una crescita urbana e demografica sviluppatasi in ordine diffuso in un territorio confinato tra il perimetro urbano di Anagni e la via Anticolana, importante arteria di comunicazione, che diramandosi dalla via Casilina raggiunge Fiuggi Terme.
Il nuovo complesso parrocchiale si compone di diversi elementi aventi, anche, autonoma identità funzionale pur se architettonicamente progettati come opera unitaria. L’intera superficie progettata, nel rispetto dei parametri dimensionali indicati dalle tabelle CEI in riferimento al numero di abitanti della parrocchia che sono circa 2000, è pari a 879,52 m2 distribuiti in tre piani di diversa superficie.
La parte che ricopre maggior rilievo sotto ogni profilo è sicuramente l’aula liturgica; direttamente collegata alla cappella feriale per un totale di 348,90 m2 ai quali si sommano gli 80,76 m2 della sacrestia, dell’ufficio del parroco ivi compresi gli spazi connettivi e di servizio. La lunghezza massima dell’aula è 26,00 metri per larghezze che variano da 12,00 a 5,00 metri e un’altezza, anch’essa variabile, da un minimo di circa 7.00 metri dell’ingresso sino ai 8,50 del presbiterio. I posti a sedere per i fedeli dell’aula sono 147, mentre nella cappella ne sono previsti 24; in entrambi i casi ricavati con una disposizione dei banchi che lascia ampi spazi di distribuzione. Nel lato sinistro dell’aula in prossimità del presbiterio e comunque, direttamente connesso con l’assemblea è ricavato lo spazio del coro. Un percorso connettivo parallelo alla linea di accesso all’aula rende comunicabile la sacrestia con la penitenzieria e la cappella feriale, accessibile anche direttamente dall’esterno attraverso un portone laterale nel lato nord. Sopra la sacrestia, nel volume architettonico che colma la diversa altezza tra essa e la cappella è situato l’ufficio del parroco, raggiungibile mediante la risalita di due rampe di scale o l’utilizzo dell’ascensore. Esso è dotato di bagno privato e locale per la conservazione sicura, secondo le attuali normative sulla privacy, dell’archivio parrocchiale.
Lo stesso corpo scala e ascensore consente la discesa al piano sottostrada, definito tale, ma, che in realtà è completamente fuori terra per tre lati verso valle a causa della morfologia del terreno. La percorrenza delle scale immette direttamente nell’unico spazio privo di areazione naturale dove è ricavato il blocco servizi di uso comune per tutto il complesso. I bagni sono stati pensati principalmente per una accessibilità più possibile prossima alle aule e salone, vista la tipologia e il numero di fruitori; mentre, i fedeli che sono nella chiesa e nella cappella dovranno scendere un piano per accedervi. Questa distribuzione è volutamente progettata al fine di evitare il disturbo che il rumore di scarichi dell’acqua igienica potesse arrecare nei momenti di silenzio e preghiera. Sono stati progettati un wc per sesso e un wc accessibile a persone con ridotta capacità motoria, oltre a uno spazio comune con lavandini e un ripostiglio per il ricovero dei materiali di pulizia.
Dal blocco scale e servizi si accede alle aule, divise in due ali rispetto alla centralità del salone, attraverso un sistema di vani e corridoi connettivi capaci di smistare con facilità e sicurezza anche affluenze contemporanee notevoli. Il salone può ospitare 75 persone sedute nei 72,50 m2 di superfici di cui si compone; le otto aule sono di vari tagli di superficie variando da un minimo di 14,60 m2 ad un massimo di 26,97 m2 con possibilità di adattamento flessibile che può portare ad avere anche un’aula di 30,00 m2. L’altezza utile interna, uguale per tutto il piano, pari a 4,00 metri in ogni caso riducibile, a seconda dell’uso, mediante l’ausilio di controsoffittature in cartongesso, anche in virtù di una riduzione dei costi di riscaldamento. In detto piano è ricavato anche un piccolo vano tecnico per accogliere i quadri elettrici e le varie centraline tecnologiche, mentre, la caldaia di tutto il complesso, per evidenti motivi di sicurezza e facilità di accesso alla manutenzione, sarà collocata esternamente nello spazio antistante ai locali di ministero pastorale. L’accessibilità al livello inferiore è garantita da tre diverse vie di percorrenza: dal piazzale esterno alla chiesa, sul lato sinistro a sud, dove una scalinata a tre rampe rettilinee immette direttamente nel sistema di connettivo; dal piazzale esterno ai locali, raggiungibile anche con automobili, con due porte che immettono direttamente nelle due ramificazioni tangenziali al salone che connettono le ali esterne dell’impianto distributivo; dall’interno mediante il blocco scala e ascensore già descritto.
Il campanile è pensato indipendente, rispetto al complesso architettonico, sotto l’aspetto strutturale ed è costituito da una parete in conglomerato cementizio che svetta, rispetto al piano del sagrato per 16,50 metri ed è collocato nel lato nord.

Genesi progettuale e definizione formale dell’architettura.
I rilievi e gli studi effettuati hanno fornito una serie di dati imprescindibili in sede progettuale, caratterizzando fortemente sia l’aspetto strutturale, sia l’aspetto formale del costruendo edificio; gli elementi salienti che emergono dai dati desunti sono sostanzialmente due: scarsa capacità portante del primo strato di terreno e considerevole pendenza verso valle dello stesso.
La scarsa capacità portante nella prima stratificazione di terreno di circa cinque metri ha necessariamente spinto la progettazione verso un sistema di fondazioni “profondo diretto” costituito da pali e plinti gettati in opera e collegati da una maglia strutturale superficiale, anch’essa in opera, capace di garantire un grado con sicurezza tale da sostenere le azioni imposte dal nuovo stabile.
La collocazione dell’area edificabile sul crinale della collina di San Filippo, in posizione dominante sulla vallata, con una grande luminosità e ariosità sono elementi che garantiscono un sicuro e irrinunciabile valore aggiunto alla futura realizzazione. A dette positive condizioni si contrappongono la modesta estensione del lotto utilizzabile, unita alla sua notevole pendenza verso valle che hanno, necessariamente, portato ad uno schema distributivo a più livelli in modo tale da colmare il “vuoto” architettonico creato dalla struttura di sostegno a valle dell’aula liturgica; pertanto, in corrispondenza dell’attuale piano strada si trova il sagrato, quindi l’aula liturgica, la cappella feriale e la sacrestia, sopra la quale, al primo piano è situato il solo ufficio del parroco per un’altezza totale dei due vani pari all’adiacente cappella, essendo essa a “doppia” altezza (circa 6.00 metri). Nel piano sottostrada, in parte sotto l’aula liturgica e in parte eccedente al perimetro di quest’ultima, si estendono i locali per il ministero pastorale, accessibili anche carrabilmente percorrendo una piccola strada comunale, oggi parzialmente in disuso, che lambisce l’area edificabile nel lato nord. Le aule e il salone, benché nel piano sottostante all’aula, godono di un’ampia vista e luminosità in quanto tutti i vani si aprono verso valle in direzione sud-ovest.
La ricerca di una proiezione dell’edificio verso il “vuoto”, fornito dalla vallata sottostante, intesa come percorso nell’involucro dell’aula tra il “sagrato” e la spazialità offerta dalla vista in posizione panoramica della zona del “coro”. L’impianto planimetrico scaturisce dalla semplicità del vano principale, di forma planimetrica rettangolare, che segna con forza la monodirezionalità della linea dello sguardo che istintivamente si tende ad intrattenere percorrendo l’area scevra da manufatti.
Lo spazio, l’orizzonte lontano e la forza della natura in tutta la sua bellezza e ampiezza dall’alto di un punto panoramico catalizza fortemente l’attenzione di ognuno.
La nuova chiesa, in questo luogo, non può prescindere da questo elemento e di conseguenza, aprirsi alla istintiva necessità di rivolgersi alla oggettiva bellezza del panorama attraverso un’architettura che possa esaltare le peculiarità morfologiche del sito, senza, peraltro, imporsi ad essa con masse rigide e monumentali .
Il tema prescelto è quello della chiesa ad aula unica che, pur nella sua purezza geometrica, nell’architettura ecclesiastica ha ricoperto un ruolo di primissimo piano restituendoci, arricchita nella storia dagli elementi stilistici che le scuole si sono succedute, esempi eccellenti di architettura.
genesi
Il progetto è stato condotto attraverso la decomposizione delle facce di un parallelepipedo, collocato nell’area in modo da esaltare la linea del punto di vista più lontano rispetto all’orizzonte. Il geometrico involucro è stato dimensionato in modo tale che vi siano racchiusi tutti i rapporti dimensionali pertinenti al progetto, inteso come schema funzionale, che da rigida geometria “esplode ordinatamente” dall’interno verso l’esterno in un susseguirsi di sottrazioni e deformazioni di parti sino a solidificarsi in una composizione di piani aventi diversa giacitura. La cui continuità delle fratture è data dalle vetrate che hanno plasticamente assecondato la disgregazione delle parti; la luce che traspare dalle interruzioni opache palesa sia dall’esterno, sia nella fruizione interna la forza impalpabile che ha generato la forma dell’aula liturgica.
Un’unica parete, in pietra, è “stabile” rispetto al fluttuare dell’intorno. L’unica verticale. L’unica geometricamente definita da una forma regolare. Intesa, nella sua espressione materica imponente, come sostegno e riferimento dell’intero complesso. Visibile in ogni parte interna ed esterna del complesso. Nella sua giacitura è riconducibile la direzione ideale che dal sagrato si deve percorrere per visitare la casa del Signore sino a raggiungere un ideale “infinito” segnato dalla fine della parete stessa verso il vuoto dello spazio della vallata sottostante. Lungo il percorso che lambisce la parete di pietra il fedele trova importanti riferimenti liturgici come il fonte battesimale, lo spazio per la penitenza e il luogo della parola, con l’ambone dell’aula e della cappella feriale che specularmente si contrappongono, rispetto alla linea di demarcazione segnata dal muro.
La facciata principale denuncia, in tutta la sua essenzialità, la geometria della sezione trasversale dell’aula, dalla quale è distaccata da un’asola di vetro che vuole, da una parte esaltarne l’indipendenza formale e dall’altra ribadirne lo “svincolo” strutturale che caratterizza tutta l’opera. La forma trapezoidale è stabilita dalla giacitura delle pareti che determinano “l’instabile” involucro dell’aula: a destra la verticalità assoluta della parete di pietra, a sinistra l’inclinazione della parete bianca rigata longitudinalmente, superiormente la linea di giacitura del “foglio” di copertura, la quale, innalzandosi con due diverse pendenze viene proiettata in una repentina salita verso il cielo. L’asimmetrica collocazione della netta bucatura del portone di accesso completa il disegno del “pannello” del fronte principale, ornato solo da una croce aggettante, anch’essa asimmetricamente collocata, definita nei contorni solo dal colore della luce naturale in cui si proietta. Anche in questo caso è percepibile la non verticalità della parete, che è protesa in una inclinazione verso il sagrato come a coprire e accogliere il fedele che si accinge ad entrare.
Il campanile è una lama sottile ed essenziale. Esso richiama alla verticalità, che per definizione stessa del suo essere deve caratterizzarlo, senza evidenziare gerarchie tra attacco a terra, corpo e coronamento, dove le tre campane sono alloggiate verticalmente in una fessura “occasionale” libera da riferimenti specifici. Anche nella progettazione di questo elemento essenziale, nella identificazione comune di chiesa, come in tutta l’architettura di cui si compone il nuovo complesso parrocchiale è stato fondamentale il concetto di spazialità libera da delimitazioni che possano determinare riferimenti riconducibili alle nozioni di “inizio” e “fine” degli elementi. Di assoluta importanza nella stesura del progetto è stata la fase di modellazione fisica di più modelli in scala elaborati sopra una base che riproduce l’intorno e più dettagliatamente la pendenza del lotto.
Spazi liturgici.
La dislocazione e il disegno degli spazi liturgici, pur se ritenuto il punto più importante e difficile nell’iter progettuale, ha seguito il naturale processo di progettazione trovando spontanea corrispondenza tra le esigenze strettamente funzionali e specificatamente architettoniche. I confronti con il Vescovo, il Parroco e il consulente liturgico a seconda dei casi ha indicato, stimolato, e confermato le soluzioni che hanno determinato l’assetto finale.
Il presbiterio posto ad un’altezza di 50 cm rispetto al piano di calpestio dell’aula accoglie nel suo spazio l’altare, l’ambone la sede e il cero pasquale. L’altare è posizionato centralmente, mentre, alla sinistra del celebrante è situato l’ambone in un piano ancora più alto di ulteriori 15 cm, alla destra è collocato il cero pasquale; la sede è decentrata allo scopo di consentire al presidente la piena e reciproca visibilità con l’assemblea dei fedeli. Un piccolo vano consente al celebrante di accedere direttamente al presbiterio della cappella feriale dove è custodito il Santissimo, evitando in tal modo al ministro di scendere dal presbiterio e di non essere presente nella scena della celebrazione. La custodia Eucaristica avviene nel Tabernacolo collocato nella parete di fondo della Cappella Feriale, direttamente comunicante e visibile dalla navata della chiesa e tuttavia caratterizzato dalla possibilità di raccoglimento più intimo per la preghiera.
Il Fonte Battesimale è situato in uno spazio capace di accogliere la Celebrazione del Sacramento tra la cappella feriale e l’aula in modo da consentire la partecipazione dei fedeli. Il Fonte è alimentato da acqua corrente che fuoriesce dalla parete di pietra da cui aggetta in un simbolismo che intende rievocare la naturale sorgente dalla pietra con la vitalità, freschezza e dinamismo che la contraddistingue la spontanea affluenza sorgiva.
Nelle immediate vicinanze del Fonte, un po’ defilato rispetto alla visibilità diretta sia dall’aula liturgica sia dalla cappella, è progettata la penitenzieria inteso come un luogo riservato dove il penitente possa sostare in riflessione con la possibilità di relazionarsi visivamente con il Santissimo e il Fonte Battesimale prima e dopo l’incontro con il confessore. Il piccolo vano destinato al confessionale pone in diretta e piena comunicabilità il penitente e il ministro in uno spazio raccolto dislocato in posizione baricentrica rispetto all’impianto generale del complesso architettonico.
Impianti, strutture e materiali.
La complessa articolazione dell’intera opera ha posto in evidenza la necessità di progettare l’ossatura strutturale in tre diversi blocchi, uguali tecnologicamente, ma, indipendenti strutturalmente, in modo tale da evitare dannose tensioni interne dovute, principalmente, alle azioni termiche. I materiali utilizzati sono del tipo assolutamente tradizionali, pertanto, ad eccezione della copertura dell’aula liturgica, concepita con un sistema di orditure in profilati di acciaio, l’intero complesso è progettato mediante l’uso di telai e pareti in conglomerato cementizio gettato in opera e tamponato con blocchi di laterizio termicamente idonei; I tre blocchi strutturalmente indipendenti possono essere sommariamente individuati con: chiesa, cappella liturgica e sacrestia, campanile.
Le finiture superficiali delle pareti sono ad intonaco, rasato e tinteggiato con la predominanza del colore bianco e con qualche sfumatura di grigio chiaro, La parete inclinata laterale sinistra della chiesa è qualificata da scanalature orizzontali che tendono ad esaltarne la prospettiva verso il coro, mentre, nella parte opposta spicca con evidente forza visiva l’imponente parete verticale rivestita con blocchi portati collocati in pietra calcarea locale di colore ocre chiaro con lavorazione di solo taglio a poro aperto.
La copertura nell’estradosso, nelle fasce laterali nelle parti in intradosso esterne è completamente rivestita da lamine di rame – zinco tale da conferirne una superficie quanto più piana possibile, di colore uniforme e soprattutto capace di elevate caratteristiche di stabilità, tenuta e durabilità nel tempo. Il pacchetto di copertura comprende un pacchetto tecnico ad elevate prestazioni di impermeabilizzazione e isolamento termico sia nella parte estradossale, sia nella parte intradossale dove la finitura è assicurata con pannellature di cartongesso, ancorate alla sovrastante orditura di acciaio, e capaci di contenere canalizzazioni e vani tecnici per l’areazione e l’illuminazione. Le altre coperture, comunque tutte piane, sono realizzate per il blocco della cappella feriale e sacrestia con il pacchetto a tetto caldo, mentre per le aule, il quale solaio e parte del piazzale pedonale sovrastante sarà posata una pavimentazione superficiale sopra opportuni pannelli di isolamento e massetto delle pendenze.
I pavimenti per tutti gli ambienti sono del tipo autolivellanti con miscele di resine armate in fibra di vetro, dove un opportuno studio cromatico definirà il colore di ogni vano, a seconda della specifica destinazione; per quanto concerne il sagrato, presbiterio dell’aula liturgica e della cappella feriale verranno utilizzate lastre di travertino chiaro levigato, resinato e lucidato.
Gli infissi esterni sono tutti in metallo zincato e verniciato mentre i portoni di ingresso alla chiesa e alla cappella feriale sono in legno con “specchiature” predisposte per accogliere future formelle in bronzo. Le vetrate sono inscritte all’interno dei disegni della maglia strutturale in acciaio che, partente dalle pareti verticali d’ambito della chiesa, sostiene la copertura; esse, pur se rappresentate come vetrate artistiche, sono in cristallo di vetro stratificato, tipo Visarm, opacizzato mediante la procedura di satinatura ad acido.
La dotazione impiantistica, sia elettrica, sia termo idraulica, è progettata per settori indipendenti al fine di permettere il parziale funzionamento degli stessi a seconda delle specifiche esigenze. L’impianto elettrico sarà costruito tutto sottotraccia ed è suddiviso in quattro sotto quadri; l’impianto di riscaldamento, anch’esso e progettato in più impianti indipendenti ma alimentati dalla stessa centrale, è del tipo a pannelli radianti con i quali si potranno riscaldare indipendentemente l’aula liturgica, la cappella feriale, sacrestia e ufficio, blocco bagni, salone e le aule.

2018-04-10T10:12:06+00:00